Giallolatino, ecco il programma della seconda giornata

Sempre più nel vivo Giallolatino. Sabato 24 settembre, a partire dalle 17.30, Giallolatino, il festival del giallo e del noir giunto alla decima edizione, ospita illustri scrittori, oltre alla cerimonia di premiazioni dei vari premi letterari. La cerimonia di premiazione si svolgerà all’Hotel Miramare di Latina lido alle 21: saranno premiati gli emergenti nei concorsi Giallo Mondadori, Segretissimo, Viaggio nelle città nuove e Giallolatino.

Ecco il programma nel dettaglio.

 

FABIO MUNDADORI presenta il romanzo L’ALTRA META’ DELLA NOTTE . Modera Bruno Di Marco e Stefano Cardillo

Sabato 24 ore 17.30 . Gelateria Mastrobattista . Piazza della Libertà, Latina .

Oggi. In un bosco sugli Appennini nei pressi di Bologna, il conducente di un Suv finito fuori strada trova il cadavere di Anna Serra fatto a pezzi da una mina antiuomo della seconda guerra mondiale.

2 Agosto 1980. Il sovrintendente Cesare Naldi è in servizio alla stazione di Bologna: ha accettato di sostituire Massimo Guerra, un collega che ha anticipato la partenza per le ferie. Alle 10 e 25, quando la bomba esplode, Naldi si trova sul marciapiede del primo binario: investito dal crollo della stazione viene protetto da un architrave. Passerà un’intera notte sotto i detriti prima di essere recuperato praticamente illeso. Massimo Guerra e la moglie, in stazione in attesa del treno che li avrebbe portati in vacanza, restano invece uccisi. Una trama originale che parte da un fatto vero che ha dilaniato la storia italiana, raccontata da un bolognese doc come Mundadori, che riesce sempre a tenere incollato il lettore alle pagine della sua architettura narrativa de ‘L’altra metà della notte. Bologna non uccide’ (Damster). In una sorta di sliding doors di casa nostra, i rimorsi e il riscatto di un poliziotto che indaga per se stesso, per gli altri e per la sua città. Un finale sconvolgente, come l’intreccio di un thriller ben ordito in un andirivieni di passato e presente con slanci di un futuro sempre più incerto…

Ma chi è l’autore? Fabio Mundadori è nato a Bologna nel 1966, oggi vive a Latina dove si occupa di sicurezza informatica. Colto dal morbo di Asimov in tenera età, scrive di giallo, thriller, fantascienza e horror dando più volte prova di amare la contaminazione tra generi. Ha esordito con l’antologia “Io sono Dorian Dum”. Tra il 2006 e il 2015 pubblica vari racconti in diverse antologie. Dopo i due romanzi “Occhi Viola”  e “Dove scorre il male” con protagonista Luca Sammarchi, ne “L’altra metà della notte” racconta la prima avventura del commissario Naldi.

 

FERNANDO MURACA presenta i racconti ISOLE NERE . Modera Vittorio Buongiorno

Sabato 24 ore 18 . Pub Cuore . C.so Matteotti, Latina

Si chiama Isabella ha 35 anni e fa il commissario a Lipari, l’isola del vento. È bella ma si nasconde, è intuitiva, quasi una strega ma non ne approfitta. Isabella ha una ferita in fondo al cuore, un’ombra che l’accompagna sempre, un dolore che le ha scavato dentro qualcosa di tragico. Lì in quell’abisso ha coltivato la sua capacità di scrutare l’animo umano e di questo trae profitto per le sue indagini, per risolvere gli efferati omicidi su cui indaga. Col sapore del mare in bocca osserva i cadaveri trafitti dalla violenza omicida e trova gli assassini guardando negli occhi e nell’anima  morti e i vivi che li hanno accompagnati nell’esistenza. È una solitaria ma può contare su alcuni amici. Il primo è Carmelo, il suo fedele Carmelo, un poliziotto del suo commissariato che è sempre di buonumore. La segue ma non la capisce perché le indagini Isabella prima di tirarle fuori le rumina dentro e allora il tracagnotto assistente è costretto a trotterellare fra un ordine e un altro senza capire niente e allora sbuffa e si lamenta e infila in mezzo al dolore che travolge un sorriso che spesso Isabella raccoglie. Le isole sono nere ma ci sono il mare e il vento che portano odori e sono come un balsamo e si continua a vivere, a sperare. I cinque racconti noir di ‘Isole nere’ (Laruffa) fanno emergere   le capacità investigative della protagonista e le sue caratteristiche intimiste, ripercorrendo quasi i gialli alla Agatha Christe ed Edgar Allan Poe. Apprezzerete nei racconti le capacità descrittive di una Sicilia ancora per certi versi oscura. Fernando Muraca, già noto alla Tv , per avere diretto Don Matteo e il commissario Rex, intraprende la strada del noir riuscendo con grande capacità narrativa a calarvi in una realtà affascinante e suggestiva quali le isole siciliane e gli animi umani.

 

EZIO GAVAZZENI presenta il romanzo LE BELLE DONNE NON SANNO CHE FARSENE DEI BRAVI RAGAZZI. Modera Sonia De Sanctis

Sabato 24 ore 18.30 . Solo food & beer . piazza della Libertà . Latina

Il titolo? Da mozzare il fiato. Eccolo. ‘Le belle donne non sanno che farsene dei bravi ragazzi’ (Omicron). L’ha scritto chi di narrativa se ne intende e sa farvi innamorare dei suoi personaggi sin dalle prime pagine di una storia appena uscita da una pellicola di Quentin Tarantino o dai fratelli Cohen. Invece siamo in Italia, con i suoi italianissimi protagonisti. Pronti a correre? Allacciate le cinture: si parte! Ecco qua la trama: una valigia zeppa di soldi. E un equivoco sotto il tavolo di un driver cafè sull’autostrada. E quando una valigia è colma di banconote e diamanti scatena una folle corsa per impossessarsene. E la polizia deve solo seguire la scia di sangue per capire dove sia depositata. Una corsa forsennata da una piazzola di un autogrill emiliano fino a Lione, tra prostitute pronte a farsi santificare, militari con il lato oscuro, sbirri precari nell’equilibrio psicologico, killer spietati colpiti da sentimentalismo acuto, impiegati comuni che si trasformano in bestie assetate di sangue: tutti vogliono metterci le mani. Ma come al solito non è necessario affannarsi: il caso ha già deciso da tempo chi premiare e chi punire in questo autentico hard boiled rivisitato con l’action movie.

Sapete cos’è l’adrenalina? No, non crediamo. Leggete questo romanzo, lo berrete tutto d’un fiato come un bicchiere d’acqua fresca dopo una folle corsa di dieci chilometri nel deserto sahariano.

Ma chi è l’autore di questa grande corsa all’oro? Ezio Gavazzeni  (Milano, 1959): una vita alle dipendenze della Statale di Milano, manager per le piccole e medie imprese, editor e talent scout presso diverse case editrici. Ha all’attivo la stesura di varie guide da viaggio, ha pubblicato tre romanzi e nella bacheca dei trofei vanta diversi premi per i suoi racconti venati da metastasi tarantiniane e contagiati dalle regole più dure del noir francese. Oggi dirige il Laboratorio di Scrittura presso il CAM a Milano.

 

 

BRUNO MORCHIO presenta il romanzo FRAGILI VERITA’. Modera Stefania De Caro

Sabato 24 ore 18.45 . Susi Store. Viale Umberto I, Latina

 

Lui, Bruno Morchio, è «Un caso editoriale già dal primo romanzo», così scrive Il Venerdì di Repubblica. Non bastasse Laura Guglielmi, de Il Secolo XIX, scrive che il suo protagonista «Bacci Pagano, detective dal cuore d’oro che si schiera sempre dalla parte dei perdenti», rafforzato dal concetto tutto Vanity Fair: «Bacci è uno dei personaggi più amati dal pubblico della giallistica italiana contemporanea». Ma veniamo al dunque: il romanzo s’intitola ‘Le fragili verità’ (Garzanti) e l’ha scritto Bruno Morchio, scrittore prestato alla psicologia (o viceversa). È l’estate del 2015, la più torrida degli ultimi centocinquant’anni. Il sole e l’aria refrigerata dei condizionatori invadono le stanze affrescate della bella villa di Albaro, il più elegante quartiere di Genova. Ogni particolare in questa casa esprime una vita fatta di ricchezza e serenità. Tutto tranne gli occhi dei due genitori che, disperati e smarriti, fissano Bacci Pagano. Il loro figlio Giovanni, sedici anni, è scomparso ormai da giorni. Un ragazzo difficile, Giovanni, cresciuto nelle favelas di Santiago di Cali, una delle città più povere e violente della Colombia. Il suo è un passato fatto di degrado, droga, criminalità: un terribile modo di essere bambini che, attraverso l’adozione, i genitori hanno cercato di cancellare. Senza riuscirci. Ora Giovanni sembra vittima di un destino che torna a riaffiorare brutalmente e ne condiziona le scelte, imprigionandolo. A Bacci Pagano tocca un compito fin troppo semplice, ritrovare il ragazzo. E il compito è presto portato a termine. Ma quando l’incolumità di Giovanni sembra messa a repentaglio da un pericoloso traffico internazionale di droga, forse legato alla causa delle FARC, le Forze armate rivoluzionarie colombiane, Bacci sente crescere dentro di sé un senso di responsabilità nei confronti del ragazzo. Torna quindi Bacci Pagano, l’investigatore che ha conquistato i lettori italiani è tornato sulle strade di Genova: cinico e pungente, ma anche capace di accogliere la disperata richiesta di due genitori che vogliono solo una seconda occasione con il figlio.

GIANCARLO DE CATALDO presenta l’inchiesta LA NOTTE DI ROMA . Modera Gian Luca Campagna e Alessandro Panigutti

Ieri le dimissioni di Papa Ratzinger e quelle del capo di Governo Berlusconi per l’apocalisse in terra, o meglio a Roma. Ieri era ‘Suburra’, oggi il nuovo romanzo di Giancarlo De Cataldo s’intitola ‘La notte di Roma’: c’è sempre la Roma che c’ha colpito allo stomaco nel precedente romanzo e film, ci sono anche qui altre dimissioni eccellenti: stavolta tocca al ‘Tedesco’, l’altoatesino che è divenuto sindaco di Roma, inflessibile e incorruttibile. E come sempre la criminalità s’addensa dove il potere staziona. C’è ancora un Malgradi a cercare di fare affari usando la scorciatoia corrotta della politica, stavolta gli appetiti si scatenano per l’imminente Giubileo e il giro di valzer fa gola a tutti. Ritroviamo il giovane Sebastiano, che affrancatosi dagli zingari Anacleti, è diventato il pupillo del Samurai, finito in galera (nella trasposizione cinematografica invece veniva freddato da Viola, la fidanzata eroinomane del Numero 8), e quindi tenta di giocare la partita a scacchi degli appalti seguendo le direttive del boss. I colpi di scena, il sesso estremo, gli inganni, i tradimenti, le violenze sono all’ordine della pagina, con quel linguaggio volutamente forte, crudo, triviale, gergale, e per questo più credibile rispetto a un vocabolario d’antan: saranno anche questi i segnali di un imbarbarimento globale della Città Eterna? Non c’è necessità di una risposta arzigogolata, è sotto le fermate della metro e sopra le soste dei taxi e dei bus (tanto per citare il mondo di mezzo, o di sotto, del Carminati che ha tanto sconvolto nell’inchiesta di ‘Mafia Capitale’), altro che romanzo profetico come qualcuno ha definito i parti letterari di De Cataldo e del complice sodale Carlo Bonini, giornalista d’assalto di Repubblica, cofirmatario dei due successi. “Dove è Suburra, comincia la notte di Roma. Il giovane Sebastiano ci prova, a reggere le fila di un regno del crimine. E il Samurai è molto lontano. Chiara ci prova, a ben governare. Ma se il cuore è troppo scoperto, magari ti innamori. Adriano Polimeni ci prova, con un monsignore di buona volontà, a guardare in faccia il pericolo. Troppo da vicino, forse. Si accende la guerra che tutti vedono, continua quella che non vede nessuno, la piú feroce. La lotta stavolta è per salvare l’anima” si legge nella presentazione. La verità è un’altra ed è forse ancora più dura da digerire: Bonini e De Cataldo osservano sì la realtà, ma parlano anche coi paria, studiano le carte e le sovrappongono agendo di fantasia (insomma…) e allora le anticipano perché le istituzioni sono impegnate… a fare affari. L’innocenza non è di questi personaggi, sono tutti contaminati, ex fasci ed ex compagni, e anche i nuovi che li sostituiscono all’epoca sarebbero stati tenuti allo zerbino della porta: Male e Bene non lottano tra di loro, i cavalieri bianchi e neri si sono fusi, non c’è un personaggio che si salva per bontà e genuinità, e chi segue la linea dell’onestà fino alla fine ci lascia le penne. È un messaggio negativo quello lasciato da De Cataldo? No, è la verità, è Roma, è il Paese. E il noir che è lo strumento utilizzato per raccontarli non è il suo specchio deformante, ma quello più levigato e riflettente dove come ogni ‘nero’ che si rispetti non lascia scampo: anche qui tutti sono colpevoli e nessuno è mai del tutto innocente.

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